Nella speranza di poter contribuire al risveglio della coscienza e grazie agli anni di esperienza nel lavoro interiore su me stessa e con altre persone, ho sintetizzato una visione e una pratica che ho il piacere di condividere con chi ha simili aspirazioni.

Mi sono diventati chiari alcuni obiettivi, così come una certa via per raggiungerli.

Percepisco che un aspetto della nostra maturazione interiore come esseri umani include un movimento, uno sviluppo di qualità essenziali della nostra personalità, una crescita della nostra capacità di esprimere chi siamo e come siamo, del piacere di manifestarci, di creare, di essere nel mondo, di riconoscerci come esseri individuali e unici.
 
Tutto questo ha a che fare con quello che cambia, si muove, evolve. In termini più spirituali potremmo dire che è il “dare forma concreta alla nostra anima”.
 
Nel mio lavoro lo chiamerò l’aspetto sviluppo o “maturazione ”. Questo sviluppo ci consente di rapportarci meglio alla vita e alle sue difficoltà, di essere più “interi”, imparando così a dare risposte intelligenti e amorevoli alle sfide che la nostra crescita ci presenta .
 
È imparare a manifestare se stessi nella vita di tutti giorni. Secondo Von Durckheim: ”La maturazione è lo stato nel quale la ritrovata unità dell’essere umano dà i suoi frutti”.

Percepisco che un altro aspetto della nostra crescita non ha più a che fare col manifestarsi, con il dare forma a noi stessi, cioè con il crescere ed esprimersi, ma piuttosto con l’aprirsi all'aspetto più sottile del nostro Essere. Aprirci a qualcosa che non muta; qualcosa che è stabile e che sostiene tutto quello che cambia, qualcosa di permanente che dà vita a ciò che è impermanente.
 
Questo “qualcosa” è stato chiamato in vari modi lungo la nostra storia: Io Superiore, Essenza, Spirito, Assoluto, Coscienza. Non importano i nomi; importa che in tutti i tempi e in tutti i luoghi ci sono sempre stati esseri umani che sono riusciti ad entrare in contatto con questo spazio immutabile, che durante le loro vite sono diventati testimoni di questo e hanno cercato di comunicare a chi “ha orecchie per sentire” che dentro di noi e come origine del nostro corpo, mente ed emozioni, c’è qualcosa di eterno e infinito. Qualcosa che è oltre il tempo e lo spazio.
 
Questo aspetto del mio lavoro, che si riferisce a un contatto consapevole con l’essere immutabile in noi, con ciò che non ha bisogno di svilupparsi, lo chiamerò: apertura all’Essere.

Ho avuto la grazia di entrare in contatto con questo nucleo quando ero giovane e questo è il motivo che mi ha portato a essere una ricercatrice spirituale: cercare di decifrare e comprendere il mistero di come quel qualcosa fuori dal tempo e dallo spazio, che potrei chiamare anche “ pura consapevolezza”, potesse manifestarsi nella vita, nel movimento, nella crescita della nostra personalità e trovasse un posto nel mondo concreto.
 
Ciò che ho compreso e sperimentato in questa ricerca è ciò che propongo come cammino di crescita. Un cammino aperto alla sperimentazione e all’indagine individuale, essendo convinta che ognuno di noi sta tornando e tornerà al centro del proprio mandala a modo suo, tracciando un percorso unico e particolare.
 
Il nostro cammino diventa consapevole quando lo percorriamo presenti, attenti, svegli. Questa profonda Presenza nella vita quotidiana è il primo ed ultimo frutto del lavoro che propongo e l’obiettivo principale di tutto il percorso: e’ il mezzo e il fine, giacché, come diceva Tich Nhat Han: “il punto di arrivo è il Presente”.